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After il film: un riassunto onesto (1/2)

After Riassunto onesto

Va bene, oggettivamente faceva cagare pure il libro per cui non è che ci si potesse aspettare un gran film, ma addirittura far peggio era difficile.

Il film è costituito da scene a sè stanti, in teoria si segue un ordine cronologico, ma si salta, a livello temporale, da un giorno all’altro, da mattina a sera, nel giro di pochi secondi e senza alcuna sfumatura: i protagonisti fanno colazione poi sono ad una festa con falò, i protagonisti stanno parlando in mensa poi sono in un lago in mezzo a un bosco,…

Da queste scene slegate è possibile intuire una trama, che non è cambiata ed è sempre: lei è una sfigata con una madre psicopatica che nonostante sia fidanzata appena vede un altro essere minchiato sbrodola e s’innamora.

La carratterizzazione dei personaggi è pressochè nulla, scelta probabilmente voluta per evitare d’incappare in critiche giuste come: il personaggio principale è uno psicopatico soggetto a disturbi della personalità multipli.

UN RIASSUNTO ONESTO – AFTER IL FILM

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La storia viene introdotta dalla voce narrante di Tessa, la protagonista, che ci svela in maniera un po’ criptica la meravigliosa e complessissima trama di questa storia, mentre noi la vediamo sdraiata nel suo letto, con gli occhi spalancati (espressione tipica della protagonista) che si regge il vente come se fosse incinta (invece è solo scema), la sentiamo parlare:

“PRIMA DI LUI… DOPO DI LUI C’È SOLTANTO DOPO”

Comincia il film, che, appunto, segue un ordine cronologico ma sceglie di non legare le varie scene fra loro: Tessa è a casa e sta facendo la valigia per il college, sua madre (che è una nota rompicoglioni), non la ritiene in grado di preparsi un bagaglio da sola e continua a darle dei consigli:

Ma la torcia l’hai presa?

l’asciugacapelli?

Lo spray impermeabilizzante per eventuali nuove scapre, eh Tessa, l’hai preso?

La scena dopo cappiamo che dal momento della valigia è passato un giorno: è mattina, madre e figlia camminano per il college reggendo uno scatolone, accanto a loro cammina un tizio che potrebbe tranquillamente essere il fratello di Tessa – ed invece è il suo fidanzato originale.

Sono tutti così impediti da non riuscire a trovare la stanza B 22, in un corridoio minuscolo con la numerazione classica: in ordine crescente dove ogni numero si trova dopo il precedente e prima del successivo. Tutti e tre si comportano come se non sapessero contare e fossero finiti nel labirinto del Fauno, o a New York: proprio non capiscono… sono al B 19 e si continuano a chiedere dove possa essere il ventidue.

B 22?

B 22…

22?

Sì cazzo, ventidue, è un corridoio con tre porte!

Finalmente i tre cervelli uniti riescono a trovare la porta corretta, indovinate un po’, la numerazione seguiva un ordine crescente per cui il ventidue si trovava esattamente dopo il venti (ed in faccia al ventuno).

Entrano in stanza con la stessa aria allucinata di poco prima, quando non riuscivano a trovare una porta, ed incontrano la coinquilina di Tessa. Lei, il cui il nome, se viene detto, viene ripetutto pochissime volte, è una ragazza ribelle che si fuma addirittura le canne.

Il fidanzato di Tessa si siede sul letto e si lascia prendere per il culo dalla nuova coinquilina della sua ragazza per un bel po’, senza spiccicare mai una parola. La madre di Tessa si altera nel vedere esseri tatuati (in questo film tatuaggi e piercing sono simbolo evidente di una vita alla deriva), e, quando la figlia le chiede di “fidarsi di lei” (che non diventerà drogata solo a causa della coinquilina), questa le ride in faccia.

Da qui partono tutta una serie di momenti e dialoghi surreali e no-sense, come la coinquilina che chiede a Tessa come mai si sia portata i libri (boh perché siete al college?), o Tessa che vede il suo professore e fa la faccia da arrappata (con occhi spalancati) ma non è davvero arrappata… o, peggio ancora, quando Tessa incontra quello che diventerà il suo migliore amico di università, un altro ragazzo nuovo, con cui legame d’amicizia si crea esattamente così.

*Tizio aspetta di fronte ad una porta chiusa*

Tessa

Ciao sei nuovo?

Amico:

*Tessa che prova ad aprire la porta evidentemente chiusa*

Da lì in poi essi saranno inseparabili comapgni di corso, ma noi non vedremo mai un momento in cui la loro amicizia si rafforza: era già questo il momento.

Non si sa bene quanti giorni, o quante ore, siano passate dalla scena in cui Tessa e sua madre cercavano la stanza giusta al college, forse un giorno, forse un pomeriggio… fatto sta che dal professor Aleksander passiamo ad una scena in cui Tessa è in camera sua e vorrebbe cambiarsi dopo aver fatto la doccia.

La protagonista, sempre dotata di grande arguzia, dopo tre ore s’accorge di non essere sola in stanza: sul letto c’è un tizio che la scruta.

Lei non urla, non s’incazza, è gentilissima e in tono sommesso gli domanda per favore d’andare in corridoio mentre lei si cambia. D’altra parte con gli sconosciuti in camera propria si fa così: si deve essere gentili come con tutti gli ospiti, ma poi quando ci si deve cambiare si manda loro in corridoio.

Lui le risponde che in corridoio non ci va, di non temere che mica la guarda. Tessa resta inebetita ed ignuda, con solo l’asciugamano addosso, s’ostina a non gridare, ma a fissare imbambolata lo sconosciuto che non vuole andarsene da camera sua.

In questo momento che entra la coinquilina di Tessa, la quale non trova per niente strano che il suo amico se ne stia lì e nemmeno che Tessa sia coperta solo da un asciugamano, e come se fosse la scena più normale del mondo, invita tutti ad una festa.

Viviamo un altro po’ di salti temporali e ci ritroviamo in mensa, c’è il tizio della stanza che osserva Tessa e lei che spalanca gli occhi (faccia arrapata che però è anche faccia-stupita o faccia-sofferente), poi vediamo Tessa andare ad una festa vestita di merda (perché decide di non accettare i consigli in materia di abbigliamento della sua coinquilina e perché ha solo due abiti) dove berrà addirittura dell’alcool per la prima volta in vita sua.

Tessa ,come Topolino, ha una serie di abiti identici, ma di colori diversi (cioè bianchi e neri): uno è un vestito uncinettato e l’altro è una maglietta a righe.

L’alcool farà fare follie alla povera Tessa, come accettare di giocare a obbligo o verità di cui lei conosce solo la versione per bambini.

Siccome non è capace a mentire ed è una vera volpe, dopo tre secondi netti, chiunque scopre che Tessa è vergine.

Tessa sperando di salvare la faccia cambia idea, e da verità passa ad obbligo: i suoi amici le dicono che deve baciare Hardin (cioè tizio che la fissava in camera quando si sarebbe dovuta cambiare) e lei quasi lo fa, ma all’ultimo si tira indietro (comunque tutta eccitata).

A quel punto riceve una chiamata dal suo fidanzato (che è come un segugio e a distanza capisce che la fidanzata ha bevuto un bicchiere di alcool) che sclera di brutto, peggio della madre quando vede la coinquilina di Tessa.

Tessa allora si chiude in una stanza a caso ed inizia a spiare le cose che vi sono là dentro: lei è lì che guarda tutto e prende in mano roba come se fosse sua, quando sente Hardin domandarle cosa stia facendo.

Si capisce, già da quella domanda, che sia camera di Hardin e che lei sia inopportuna (come e quanto lui quando non si levevava dal cazzo mentre lei in camera sua avrebbe voluto cambiarsi), ma Tessa gli domanda se è ubriaco.

Lui ovviamente non risponde, la guarda, si guardano, Tessa fa quella faccia e si scopre che è pure strabica, i due non si baciano comunque, ma Tessa è provata da quel gioco di sguardi come se avesse trombato per ore di fila.

Di nuovo un salto temporale e siamo in aula, al corso di letteratura che Tessa segue nonostante sia iscritta ad economia aziendale, il corso è su Jane Austen e si parla di Orgoglio e Pregiudizio mediante considerazioni profonde quanto una pozzanghera ed espresse tramite la proprietà lessicale dei bambini delle elementari:

Elizabeth Bennet esagera (cit Hardin)

La professoressa sorprendentemente non gli dice che è stupido e non lo caccia dal corso rispendendolo a prendersi la licenza di scuola media che evidentemente il ragazzo non ha… anzi, s’intavola una discussione su Elizabeth Benneth che esagera, ma Tessa s’identifica un po’ troppo prendendo ogni parola di Hardin sul personale.

Ricompare l’amichetto di Tessa, il suo migliore amico di corso, giusto per farci sapere che lui ed Hardin hanno un legame segreto: sono fratellastri.

Tessa scopre anche che Hardin è figlio del rettore dell’università.

A dire il vero, anche qua, Tessa ci mette un bel po’ a trarre conclusioni che sarebbero ovvie fin dal primo secondo:

Amico: “Io e Hardin siamo fratelli, mia madre sta col rettore Scott”

Tessa: “Il rettore Scott”?

Amico: “Il rettore Scott è suo padre”

Va beh ciao Tessa buongiorno.

Di nuovo un salto temporale: siamo in uno studio di un tatuatore, la coinquilina è sotto i ferri e Tessa è là per confidarsi con lei (di cui ancora s’ignora il nome, tanta è la sua importanza in questa storia). Il grado d’intimità raggiunto fra le due compagne di stanza non è giustificato da alcuna scena del film: noi abbiamo visto il loro incontro, poi qualche festa alla quale han partecipato entrambe (e per lo più senza rivolgersi la parola) e poi questo momento in cui, invece, sembra siano diventate migliori amiche.

Il giorno dopo (o forse il pomeriggio seguente, o lo stesso pomeriggio? Chissà.. certo non noi perché il film non ci permette di comprendere questo) Hardin domanda a Tessa se vuole vedere un posto e lei risponde di no, però poco dopo ci va lo stesso.

Anche il loro legame è ingiustificato dalle scene viste sino ad ora, visto che prima lui la schifava, poi quasi si baciavano per gioco e poi hanno litigato per orgoglio e pregiudizio ma niente di più. Non ha senso nemmeno la domanda: “vuoi venire con me a vedere un posto”? visto che sì e no si saranno parlati tre volte.

Comunque i due nel posto ci vanno, e il posto, alla fine, è un bosco dove c’è persino un laghetto bellissimo in cui incredibilmente i due sono soli-solissimi (e non c’è manco un turista o un altro passeggiatore, nonostante sembri uno di quei laghetti presi d’assalto da chiunque nei giorni di bel tempo).

Lui propone di fare il bagno, lei tentenna perché non ha il costume, ma Hardin è spavaldo quindi si spoglia e resta in mutande, poi si butta nel lago così. Lei resta imbambolata finché lui non le propone di prendere la sua maglietta e buttarsi con quella, lei accetta.

Mentre Tessa si cambia, Hardin la sbircia: è qui che capiamo che è nato un sentimento sincero.

….CONTINUA….

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Categories: Ironico, Libri, Trash

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