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Sanremo 2020: nella seconda serata si fatica a capire dove siano i cantanti in gara

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È quasi l’alba quando, anche la seconda serata sanremese, volge al termine. Con Fiorello che ad un certo punto viene bandito dal palco perché parla troppo, come ricordato anche da Tiziano Ferro, che, all’una e mezza di notte, si era presumibilmente rotto i coglioni di aspettare dietro le quinte per cantare Sere Nere di fronte ad un pubblico dormiente, e non prima d’aver assistito ad un medley di Massimo Ranieri e un quasi concerto di Zucchero.

E fra i Ricchi e Poveri che, mischiando sapientemente tra live e playback, fanno alzare l’intera platea, sotto lo sguardo attonito del figlio di Amadeus, una telefonata a Maria de Filippi e un’improvvisata partitella a tennis tra Fiore e Dokovic, a un certo punto, e un po’ frettolosamente, hanno cantato anche gli artisti selezionati per la gara.

sanremo seconda serata

Il primo a cantare è Piero Pelù, non porta seco matite copiative, ma una canzone che esalta praticamente solo lui. Il primo problema con Piero Pelù e che non gli si perdonerà mai lo scioglimento dei Litfiba. Il secondo, che ha riguardato quasi tutti gli artisti della seconda serata, è stato un evidente problema tecnico per cui la base sovrastava la voce dei cantanti. Cosa dice il testo della canzone di Piero Pelù? Noi non lo sappiamo, sappiamo che a lui piaceva ed è stato felicissimo durante tutta la sua esibizione.

La seconda ad esibirsi è Elettra Lamborghini che, poverina, si stava “cacando sotto” già un’ora prima che iniziasse la diretta, e, nonostante fosse fra le prime in scaletta, ha dovuto aspettare un’ora e mezza prima di poter cantare. Non si può dire che Elettra, consacrata regina del trash dopo Pempem, abbia reso mercoledì sera… ma siamo sicuri che la canzone renderà di più, nella versione studio.

Enrico Nigiotti, a cui vogliam bene per il passato defilippiano e meno per quello xfactoriano, porta una canzone che ricorda tutte le altre sue canzoni, ma un po’ anche il Diario degli Errori di Michele Bravi. Non ci sembra il caso di plagiare Michele Bravi in questo periodo difficile, ma sappiamo che se il plagio è sotto il 70 per cento, a Sanremo, va tutto bene. E con Nigiotti si può parlare di, al limite, un cinque per cento.

Levante, nonostante creda d’essere ai tropici con Gualazzi, porta una canzone anche bella. Lei risente dello stesso problema riscontrato da Piero. Peccato, perché è una canzone la cui forza è basata sul testo. Forse consapevole di questo, o forse solo pensando di avere un pubblico di cretini, Levante, ci tiene a spiegarci la sua canzone su Twitter.

I Pinguini tattici nucleari si distinguono soprattutto per le citazioni a How i met your mother e altre di livello culturale simile. Insomma, più immediati di un Gabbani che costringe il pubblico a googelare Desmond Morris parlando di scimmie nude. Non si può dire che il cantante sia al meglio della sua intonazione, ma sarebbe servito qualcosa essere intonati precedendo Tosca? Probabilmente no.

Tosca ha annoiato la stampa, non si sa perché. Intendiamo gli stessi che fino a qualche anno fa, con la medesima canzone, l’avrebbero fatta vincere senza dubbio alcuno, ma, ormai sono montati sul carro della modernità ripudiando tutto ciò che hanno apprezzato in passato. Certo, non si ballerà quest’estate sulle note della canzone di Tosca, ma dubitiamo che questa fosse una sua priorità quando ha deciso di presentarsi a Sanremo. Vocalmente lei è impeccabile ed elegantissima.

Francesco Gabbani, inaspettatamente, si presenta con una ballata in perfetto stile sanremese, ma comunque un po’ frizzantina, conquista la giuria demoscopica, risultando, ai nostri occhi, l’unico giustamente premiato da essa.

È quasi mezzanotte quando il povero Paolo Jannacci si può esibire, porta un brano decisamente troppo complesso per l’ora tarda, ma, dopo annate che ci hanno costretti ad ascoltare prima la canzone per il figlio di Fedez e a quella per il figlio di J. Ax poi, ringraziamo Paolo per averne scritta una con un testo che non sembri uscito dai foglietti dei baci perugina.

È la una e finalmente può cantare anche Rancore, che no, non è nemmeno l’ultimo a doversi esibire. Lui porta un brano bello, con un testo forte, sul palco è carismatico e non fa un errore; però arriva undicesimo nella serata e ventiduesimo in totale.

Junior Cally dopo Rancore sembra quasi una mossa ideata per lapidarlo in pubblica piazza, invece, probabilmente a causa dell’ora tarda, la sua canzone che dice no grazie quasi tutto il tempo, viene preferita alla precedente.

Arriva Giordana che è evidentemente incazzata nera, peggio di Tiziano Ferro, per l’orario in cui è costretta a cantare. In effetti ascoltarla non è facile, siamo tutti stanchi, vorremmo solo andare a dormire, non ascoltare Giordana e nemmeno Zarrillo. Scusa Giordana, siamo certi avremo modo di risentire la tua canzone numerose volte grazie a Maria de Filippi.

Michele Zarrillo, a differenza degli altri, è sereno e poco infastidito di dover cantare alle due di notte: per lui vale la stessa cosa che per Giordana, davvero difficile avere un giudizio obiettivo alle due di notte, siamo confusi, a tratti sembra sia resuscitato Mango e questo ci rende felici, a tratti ci sembra Zarrillo di sempre e questo ci piace meno.

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Categories: Canzoni, Ironico, Sanremo, Sanremo 2020, Televisione, Trash

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